venerdì 13 febbraio 2009

Ripensandoci

Quanto avevi scritto quell'estate. Avevi cominciato un attimo dopo che lei era partita. Un secondo dopo averla salutata. Un bacio tenero, quasi timoroso. La paura pazzesca che potesse essere già l'ultimo. L'avevi conosciuta solo qualche giorno prima, ma non avevi potuto aspettare, non aveva potuto aspettare. Era stato un colpo di fulmine. Gli occhi negli occhi, solo nascosti da un gran paio di occhiali neri, per evitare che tu potessi capire tutto subito. Non erano bastate quelle enormi lenti scure. Una magia della chimica dell'Amore. Ti camminava a fianco e la vedevi bellissima, incredibilmente a fianco a te. L'estate più bella del mondo, Lei a fianco a te, la sua mano che sfiora il tuo braccio, un brivido infinito lungo la schiena. I suoi denti bianchissimi che ti sorridono, il suo dito che tocca il tuo braccio. Se l'Amore esiste davvero, questo è il viso dell'Amore. Questi sono i suoi occhi.
Solo un paio di giorni, poi ognuno doveva seguire gli impegni ufficiali. Non si racconta un amore clandestino. Fuggiasco, traditore, brutto, ingiusto, doloroso... meraviglioso amore. Amore che innamora, che ti batte dentro, che ti scuote il cuore e l'animo. Amore che non puoi raccontare, che non puoi dire, che vive sotto tutto. Che rinasce solo quando la rivedi, attento a che gli altri non se ne accorgano. Un amore che non deve, un amore pazzesco, che non si dimentica. Tutti gli altri sono passati e passeranno, ma questo non passerà, perchè era Amore, anche se lei non ci ha creduto, anche se lei è fuggita via, anche se lei non ti parla neanche più e forse pensa che finalmente l'hai dimenticata. Sembra incredibile anche te, non è vero? Quando ripensi a Lei, sempre con tenerezza, sempre con lo stesso amore. Quando ripassi davanti a quel negozio dove le comprasti il regalo per quel compleanno, quell'unico compleanno. Anzi neanche il vero compleanno, perchè quello era per il mondo. A voi toccova il giorno prima, non si poteva scuotere l'ordine costituito. Quanto amore, in quel pacchetto. Quanta voglia di poter immaginare una vitra migliore, per sempre insieme, come nelle favole, come nei film. Perchè succede solo nei film... Il mondo ti travolge, ti porta via. Quanto desiderio di morire, quanta fatica per riuscire a rimanere attaccato con i denti a quel rimasuglio di dignità. La voglia di Lei, di sentire ancora una volta il suo profumo, poterla baciare, così come si bacia il primo amore. Che pazzia.Quanto hai scritto quell'estate: "Ciao Stellina Mia,buongiorno, sono le quattro e mezza di un 18 Agosto che difficilmente dimenticherò. Sono qui, dopo aver tentato inutilmente di dormire. Oggi sono a Roma, ieri per l’ennesima volta mi sono avvicinato, mentre rientravo dalla montagna a dove eri Tu, poi di nuovo mi sono allontanato e domani mentre io andrò dove sei Tu, Tu verrai qui a Roma. Insomma ci rincorriamo, ma siamo destinati a non vederci. Che cosa è tutto questo “coso” che ti trovi di fronte? Non lo so neanche io, forse una risposta la troverai leggendolo, forse ne riderai e basta, forse ti piacerà. Non lo so. Quello che posso dirti è che non so in che giorno terminerà, perchè da quando sarò in barca scrivere sarà più difficile (troppi occhi indiscreti si poserebbero sulle pagine), fino ad oggi (il 18 appunto) sono riuscito a scriverti più o meno tutti i giorni, cercando di mantenere un legame di pensieri e di Amore che era troppo grande da tenere tutto dentro."
"2 Agosto 2006 – ore 08,00
Sei andata via solo da qualche ora, dopo avermi guardato ancora una volta, dopo avermi illuminato il cuore ancora una volta con la luce di quegli occhi che, credimi o no, mi hanno colpito dalla prima volta. Non ho ancora il coraggio di guardare il calendario e contare i giorni che mancano per rivederti, per risentire il tuo profumo, per accarezzarti ancora una volta. Quanti sono i giorni che mancano? Quanti sono i giorni che mancano al momento in cui mi sfiorerai con la punta delle dita il braccio.
Quanti sono i giorni che mancano? Non lo so, non voglio saperlo. Non serve saperlo. "
Quanto hai scritto quell'estate?

mercoledì 11 febbraio 2009

Buonanotte

ti ho sentita piangere
dall'altra parte della porta


ho ascoltato i tuoi singhiozzi
dall'altra parte della porta


urlavi forte dall'altra parte
della porta


sono rimasto ad ascoltare
senza aprire quella porta
di cui nessuno aveva chiave


ho preso a calci
quella maledetta porta
di cui nessuno aveva chiave


ora è tardi


c'è silenzio
dietro quella maledetta porta

Buonanotte bambina

Buonanotte


Per Eluana Englaro. 10 febbraio 2008

mercoledì 28 gennaio 2009

Girotondo

giro giro tondo
casca il mondo

casca il mondo
intorno a me

manchi tu
che non voglio più

che non volevo più
che vorrei

dentro di me
incastrata tra me e me

da non farmi sentire più
quello che gli altri

vorrebbereo da me.

venerdì 5 dicembre 2008

Ah Tenè... semplicemente grazie a Voi

Oggi ho trovato un commento, un breve commento a "ah Tenè.." è di un anonimo... mi dispiace, perchè mi sarebeb piaciuto rispondergli chiamandolo per nome. Avrei voluto ringraziarlo personalmente, perchè oggi mi ha ricordato di rileggere quello che ho scritto qualche tempo fa e che troppe volte dimentico di rileggere. Oggi sono nel mezzo di una preparazione ad un esame (guarda caso continua ad avere a che fare con i mezzi di trasporto ed in particolare con i camion). E' troppo che non dedico un pò di tempo al "mio" scrivere. La mia vita cambia, il mio lavoro è un quotidiano ricominciare. Dopo oltre venti anni da "dipendente" un pò per necessità e molto per dimostrare a me stesso se sono veramente in gamba come ho sempre sostenuto, ricomincio da zero. Divento "libero professionista". O sono scemo, o sono un vero "figo"! Propendo per la prima ipotesi in realtà, ma provo a far credere agli altri che sono tranquillo e che tutto va bene!
Insomma mille impegni, un lavoro nuovo da inventare ed imparare, tante sfaccettature che non conoscevo o che non avevo mai colto. Tutto bello, anche se mi manca qualcosa, quella tranquillità che ti dava lo stipendio sempre a fine mese, quella tranquillità che ti permetteva di rubare un oretta al giorno al mio ignaro datore di lavoro per scrivere quattro righe. Bei tempi, ma forse no. Un momento per sedimentare quello che ho dentro, un momento per reimpostare la mia vita, da sempre incasinata, un pò travagliata ma in fondo fortunata perchè ho sempre vicino a me i mie Tesori. Quei figli che mi danno la forza, mi regalano quei sorrisi che sono la carica vitale di ogni mattina, che non mi hanno mai permesso di arrendermi anche quando ho avuto tanta voglia di farlo.
Grazie al mio ignoto amico, perchè mi ha dato la possibilità di rileggere quelle righe sul mio trascorso; grazie perchè oggi Roma ricorda molto uno di quei giorni veronesi ed io ho trovato la voglia di "rubarmi" qualche minuto per rileggerlo e mettere le dita su questi tasti per scrivere di nuovo qualcosa, per non far mai tramontare il mio SOGNOSOGNATO, che rimane invariabile nel mio cuore, che non viene mai dimenticato, che anche quando ho provato a scrollarmelo di dosso è sempre ritornato a salutarmi con il suo sorriso caldo e tenero e con quel piccolo gesto che npon dimenticherò mai.
Ciao a tutti.

martedì 23 settembre 2008

Te

così difficile dimenticare
anche chi bene non ti ha voluto

così difficile far uscire dal cuore
anche chi il cuore ti ha spezzato

cosi difficile odiare
anche chi ti ha odiato con tutto il cuore

come è difficile chiudere gli occhi
e sperare di non pensare mai più a Te.

venerdì 6 giugno 2008

non è la prima volta

tanto
se non scrivi
se non chiami
non sarebbe
neanche
la prima volta

tanto
se non ci sarai
non sarebbe diverso
da quando non c'eri
e non sarebbe
neanche
la prima volta

e quindi
non mi preoccupo
più di tanto

lunedì 28 aprile 2008

fragole e rose


quanto tempo passato
tra una fragola ed un tuo no
tra la voglia e la rabbia
di cercati tra i miei pensieri
troppo tempo passato
senza il tuo sorriso
con quell'abbraccio negato
che taglia in due
che graffia
che apre una ferita
tra le bugie e le rose
avvizzite
rimpiante non troppo
dimenticate e poi gettate
come le parole che sono rimaste qui
le parole che stringevo forte
e che volevo regalare
le parole che oggi sono qui
tra una fragola e il ricordo
che mi trascino dentro